Azienda

L’azienda ha una estensione di circa 3 ettari  e si sviluppa su un terreno pianeggiante. Una stradina a fondo naturale permette di spostarsi agevolmente lungo l'agrumeto per effettuare le varie lavorazioni e la raccolta dei frutti.

La  mappa di Coda di volpe

La coltivazione utilizza l’acqua estratta da due pozzi all'interno dell’azienda, immagazzinata in un grande invaso ed in una vasca da 400 metri cubi, in modo da rendere disponibile una sufficiente riserva di acqua durante l'intera stagione irrigua. L’acqua veniva inizialmente distribuita lungo dei solchi scavati nel terreno (secondo il metodo importato dagli arabi). Il consumo eccessivo di acqua ci ha spinto alla realizzazione di un impianto di irrigazione a spruzzo che consente di distribuire la corretta quantità di acqua alle piante, eliminando gli sprechi.


L'invaso , circondato da una fitta vegetazione di rovi e di piante lacustri, offre riparo ad una colonia di gallinelle d'acqua, che si cibano delle erbe e degli insetti presenti ed hanno trovato un habitat molto confortevole. Non è facile vederle perchè sono molto timide e al minimo rumore corrono a nascondersi fra le piante.

Gallinelle d'acqua

Molte gallinelle d'acqua nuotano nell'invaso

Un piccolo magazzino completa le infrastrutture presenti nell'azienda. Viene usato per confezionare il prodotto ed inscatolarlo per la spedizione.

magazzino

Dove Siamo

L'azienda, che si trova al Km 49,75 della SS385, è raggiungibile da Catania percorrendo la statale 385 (scelta non consigliabile perchè la strada è tortuosa e disagevole) oppure percorrendo la SS417 (Catania-Gela) e deviando verso la SS385 all'incrocio con la SP 109, quando si è già vicini a Coda di Volpe.


Il nome dell’Azienda deriva dalla località nella quale è sita, contrada Coda di Volpe, che si trova alla base delle colline su cui sorge Grammichele, in provincia di Catania. L’area presenta un clima mite, molto adatto all’agricoltura ed un suolo fertile che favorisce la crescita di alberi robusti e produttivi. Il sistema collinare che costituisce la maggior parte del territorio di Grammichele è un’area molto fertile come dimostra la presenza di uno straordinario giacimento archeologico testimone dell’esistenza di insediamenti umani risalenti ad oltre duemila anni fa.

In questo territorio si trovava, probabilmente, l’antica Echetla, città sicula poi ellenizzata, quando l’espansione greca si spostò dalle coste verso l’entroterra. Grammichele (vedi foto), con la sua pianta esagonale, rappresenta un esempio unico di architettura razionale in Italia (insieme alla fortezza di Palmanova). Venne edificata, ad opera del principe Carlo Maria Carafa Branciforti dopo appena tre mesi dal terremoto dell’11 gennaio del 1693 che distrusse la maggior parte delle cittadine della Val di Noto, compresa la vecchia città di Occhiolà. Poco prima di giungere a Grammichele e visitabile oggi il vecchio sito di Occhiolà. Da Coda di Volpe si può partire per visitare gli splendidi dintorni con le cittadine di Grammichele, Caltagirone e Mineo ricche di antiche chiese e monumenti e che presentano interessanti specificità. Non può poi mancare una visita al sito archeologico di Palikè (comune di Mineo) testimonianza di un antichissimo insediamento Siculo, con reperti che vanno dal Neolitico all'età del Bronzo.

Mappa della città di Grammichele che evidenzia la perfetta struttura esagonale

Ci piace sottolineare come le grandi catastrofi naturali, se gestite con intelligenza da persone lungimiranti, possano portare alla realizzazione di piccoli capolavori come nel caso della struttura urbanistica di Grammichele (un bellissimo esagono) o dell’architettura barocca di Noto che si integrano perfettamente con l’ambiente e si presentano come grandi fiori di pietra incastonati fra le colline. E’ amaro notare come oggi, una gestione che sia compatibile con l'ambiente avvenga di rado, poiché il profitto è spesso l’unico ideale e il rispetto per la natura e le tradizioni è considerato anacronistico. Ci rifacciamo al pensiero di Carlo Sgorlon, scrittore e narratore friulano secondo il quale il problema ecologico, enorme, incombente, inevitabile, richiede un approccio diverso con la natura. L’uomo di oggi, secondo lo scrittore, deve di nuovo avere consapevolezza di essere solo una delle creature del cosmo. Egli deve ridimensionare radicalmente il proprio consumismo dissennato, imparando nuovamente a convivere con la natura senza distruggerla. L’uomo moderno deve pertanto recuperare alcune virtù tipiche della civiltà contadina: la parsimonia e il rispetto della natura. Ecco alcune buone ragioni per cui mantenere, adattandoli ai nostri tempi i metodi di lavoro della civiltà contadina, come ritorno ad un’agricoltura ecologica. La nostra azienda ha condiviso questa concezione con la consapevolezza che seguire i ritmi e le richieste della natura consente di vivere in armonia con essa e svolgere un’attività produttiva che non danneggia il territorio ma invece lo valorizza e lo mantiene vivo.


Venerdì 23 Ottobre 2015 14:15